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Quando ero piccola, e la gente mi annoiava o infastidiva - succedeva spesso -, mi chiudevo nel mio mondo seduta stante.
Inspiravo profondamente. Socchiudevo gli occhi senza chiuderli. Espiravo.
Tutto scompariva per istanti interminabili. Riaffioravo alla coscienza ascoltando i primi rumori, la maestra che parlava, la compagna che mi chiamava..insomma..tutto come prima. Ma dov'ero stata per tutti quei minuti?
Non l'ho mai scoperto. So solo che era la mia valvola di sfogo. Il mio angolo di fuga quotidiano.
Oggi l'ho provato per un attimo. Qui in ufficio, la testa che mi scoppia, i clienti che sbraitano... Ed io inspiro. Socchiudo gli occhi. Espiro. E la testa e' piu' leggera, tutto per un attimo scompare e riemergo dopo un po' dalla trance estatica che per un attimo mi ha rapita dal quotidiano fastidio..
Sto qui in silenzio e penso. Il respiro e' ancora soffocato in gola e la febbre si fa sentire lieve ma continua. La stanchezza e' veramente immensa ed invece di gioire per il molto mi strazio l'anima pensando a quello che invece non va.
Insoddisfatta e perfezionista. Per nulla indulgente con me stessa. Esigente e timorosa. Mi sento un po' cosi' in questo lungo periodo e non ho pace.
Vorrei dormire un sonno profondo e senza sogni, svegliarmi finalmente riposata, pettinarmi e sistemarmi per bene, correre in bici a perdifiato, godermi un bel giorno di riposo senza affanni e malanni, prendere la vita cosi' come viene senza angosciarmi per tutto.
E' l'ignoto che mi fa paura. O meglio, quello che penso di conoscere e non mi si da invece a vedere. Il senso del tragico, dell'imminente disastro, la sensazione che tutto stia per andare a rotoli. Tutto mi tormenta, tutto mi da fastidio in questo periodo.
Un lungo sonno senza sogni vorrei stanotte.
Eccola. Arriva. L'ora in cui si pensa a farla finita davvero.
Quando i pensieri si accavallano apparentemente confusi ma sempre piu' lucidi e non resta che l'angoscia-ma-quella-vera quella che attanaglia lo stomaco e strappa le budella facendole risalire alla gola.
L'ora in cui piu' di frequente si pensa al suicidio? Le 4.48. E 4.48 Psychose e' il lungo e straziante monologo che Sarah Kane ci ha lasciato come testamento prima di defilarsi per sempre.
Finalmente torna in teatro questa piece agghiacciante e questa volta torna interpretata da una nevrotica e meravigliosamente tormentata Isabelle Huppert.
Ho quasi gia' il biglietto in tasca. Appuntamento dal 9 all'11 dicembre 2005 al Teatro Strehler di Milano.
TARA (Tarashtakam) dal Nila Tantra
2
Tu sei la Devi che presiede al linguaggio.
Sei la pianta rampicante che tutti i desideri esaudisce.
Sei colei che dà tutte le siddhi
e il potere di scrivere in versi e in prosa.
Azzurri loti sono i Tuoi tre occhi.
Oceano di dolcezza e compassione Tu sei.
Fammi la grazia, ti prego, di versare
sopra di me il nettare della prosperità.
3
O Sharba, dissolvi i miei timori, ti prego!
Altera Signora, splendidi sono i Tuoi ornamenti,
lucenti per le spire dei serpenti.
Una pelle di tigre ti riveste.
Tintinnanti campanelle adornano la Tua vita.
Tu reggi le teste grondanti di sangue
di due demoni che la spada ha appena reciso.
la Tua vta è cinta di teste di demoni,
a guisa di ghirlanda.
Davvero sei bella, o Tu la terribile.
11-luglio-2005 Arena di Verona
dico solo una cosa.
Grandi
Grandi
Grandi.
Fantastica vacanza. Koversada in Istria, vicino a Vrsar, solemareliberta'. Niente abiti per tutto il giorno, in giro solo con ciabattine e pareo da indossare prima di entrare al market. Gabbiani e tramonti, tentativi di nuotare in quell'acqua limpida e accogliente nonostante l'atavica paura...
Vacanze gia' finite e gia' pronta per l'esaurimento lavorativo. Ma perche' il riposo dura cosi' poco? dovrei riposare per prima cosa la mia testolina sempre preda di chiassosi e stressanti rumori.
Da 3 mesi ho iniziato il mio riavvicinamento all'elemento acqua. Chi nuota da sempre forse non potra' capire il turbinio di emozioni che mi assalgono quando provo a superare il mio timore, la mia diffidenza. Intraprendere un corso di nuoto ha per me dell'incredibile e si spiega solo con l'enorme mutamento spirituale che da 5 anni a questa parte caratterizza il mio percorso interiore.
Riavvicinarmi all'acqua significa riappropriarmi della dimensione divina femminile, immergermi nelle acque significa ritornare ad affidarmi alla Madre.
Ad oggi posso contare quasi 8 ore totali. Solo 8 ore in 34 anni di vita. Eppure il timore sta lasciando il posto a coraggiosi tentativi di affidamento.
Oggi e' stato forse il giorno piu' bello in assoluto in un anno e mezzo di relazione con V. Insieme in una piscina dalle ampie corsie e dalle luci un po' soffuse. I sorrisi che finalmente riempiono i volti e corpi non piu' spaventati.
Mi ricordero' di questo giorno per lungo lungo tempo...
07-03/12/3 Un'immagine forse banale di un luogo dove nulla e' banale. Ospiti da un'amica che vive temporaneamente a Londra, eccoci nella citta' dove la nebbia non soffoca, dove freddo e pioggia sono una normale circostanza. Ci avventuriamo in un locale che si chiama Southopia, ci ha ricordato le feste di compleanno dei nostri 16 anni. Bevute modeste, musica sotto controllo, giradischi e sguardi imbarazzati.
Eppure abbiamo riso e ballato come folli ..La prossima volta pero' esigo un locale lesboconmusicahousedasturbo.
30 aprile. Teatro Smeraldo.
Una struttura modello cantiere aperto, tute da lavoro. Improvvisamente l'acqua inizia a cadere, invade la scena, i danzatori si liberano dalle tute e iniziano a sfidare la cascata che scende copiosa per tutto lo spettacolo.
Tornerei solo per le loro tute-seconda-pelle e per i sorrisi divertiti e umidi.

Da quanto non scrivo?
o mamma..quanto..
Di ritorno dall'Inghilterra, senza un euro bucato, con un conguaglio dell'elettricita' pari a 300 euro.
Mi sa che ho risolto il problema di come sbrinare il frigorifero.